Caravaggio, versioni e derivazioni dei suoi dipinti

La Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini, in collaborazione con il F. E. C. (Fondo Edifici di Culto), presenta la mostra “Caravaggio. Il Doppio e la Copia. Esposte due coppie di dipinti, 2 originali e 2 riproduzioni antiche, messe a confronto: “San Francesco in meditazione” e “La Flagellazione di Cristo”. L’esposizione celebra i 30 anni del F.E.C., ente ministeriale che custodisce e amministra un vasto patrimonio nazionale, promuovendo la conoscenza e il restauro di capolavori straordinari. Novità assoluta sarà la presenza nella sala di un touch screen che evidenzierà i dettagli dei quadri esaminati. Apertura al pubblico dal 22 giugno fino al 16 luglio.

Un personaggio come Caravaggio merita sempre una importante riverenza. Proprio per questo, il team formatosi all’interno del F.E.C. e della Galleria, è riuscito a lavorare con passione ed entusiasmo. A tutte queste persone si deve la realizzazione del progetto scientifico, le ricerche di archivio e il coordinamento del catalogo espositivo. Quest’ultimo propone diversi saggi su come sono state realizzate le copie, discorsi sulla technical art history per conoscere da vicino i quadri e indagini sulla conoscenza materica. Il senso di questa mostra viene sintetizzato dalla curatrice Giulia Silvia Ghia:

“In realtà non è una semplice mostra su Caravaggio, ma un confronto tra materia pittorica e il filone delle copie che nascono con la personalità caravaggesca”.

Immagini dalla postazione touch: il confronto delle due versioni della Flagellazione di Cristo, a destra la sovrapposizione grafica.

La conoscenza materica

Le indagini diagnostiche, fatte la scorsa primavera, hanno dimostrato che il quadro sulla Flagellazione di Cristo nasconde la figura di un frate domenicano sotto il personaggio di sinistra (lo sgherro). Al touch screen è ben visibile il dettaglio di naso e occhi. Il personaggio inginocchiato assumeva originariamente una posizione diversa, sia nelle mani che nelle gambe. Questa modifica comportò l’aggiunta dei due flagellatori. Il risultato finale dell’originale presenta quindi delle imperfezioni fisiche dei soggetti raffigurati. Ad esempio l’astante inginocchiato ha un braccio più lungo, mentre lo sgherro presenta un rapporto spalla-collo eccessivo. La copia, di cui ancora si ignora con certezza l’autore, ha in qualche modo migliorato questi difetti. Tuttavia anche se la maggior parte delle versioni mostra un’estrema fedeltà, le differenze sono legate principalmente agli elementi chimici utilizzati dai pittori e dallo spessore qualitativo degli strati della pellicola pittorica. Lo studio al microscopio consente di far luce sui materiali utilizzati e comprendere le tecniche esecutive di questi capolavori.

Il particolare del volto rivelato dalle indagini riflettografiche e radiografiche.

Il filone delle copie

Nessun copista ha potuto vedere dal vivo la realizzazione delle opere di Caravaggio. Le copie, autorizzate da committenti, sia per sfoggio che per lucro, venivano inizialmente prodotte per osservazione diretta dell’originale. La tecnica utilizzata era quella del lucido, da non confondere con quella moderna. Infatti utilizzava pelli di animali intrise in oli seccanti, i quali acceleravano l’asciugatura e la trasparenza della pergamena. Successivamente veniva frapposto un foglio tra la pergamena e la tela. Esso variava a seconda della coloritura del dipinto: se chiaro, la spolveratura utilizzata era quella a polvere di carbone, se scuro, il foglio era bianco. Proprio come la funzionalità della carta carbone. Per lungo tempo è stato oggetto di dibattito l’autenticità del quadro di San Francesco in meditazione. Fino al 1968 si pensava che la tela esposta nella Chiesa dei Cappuccini fosse l’originale, perchè di altissimo pregio. Ricerche successive hanno riconosciuto invece che l’altro San Francesco, proveniente dalla Chiesa di San Pietro a Carpineto, non era una copia ma un autentico Caravaggio.

Da sinistra l’originale San Francesco in meditazione a confronto con la copia più bruna. A destra i diversi particolari della mano.

© Riproduzione riservata

Quando:

Dal 22 Giugno al 16 Luglio

martedì/domenica 8.30 – 19.00 lunedì chiuso

Informazioni:

Tel. 06-4824184  Web. barberinicorsini

Prezzo:

Intero € 10, ridotto € 5

Dove:

Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane, 13

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