Benedetta Valanzano, le emozioni di un’artista

Reduce dal grande successo della lunga tournée del Marchese del Grillo, Benedetta Valanzano prosegue il suo percorso teatrale con una nuova avventura. In questi giorni a Roma è in scena con il musical “Febbre da cavallo(qui la recensione), altra rappresentazione di richiamo, soprattutto per i capitolini. Artista poliedrica, moderna e dalla bellezza pulita, si distingue sicuramente per le sue capacità creative, vedi anche la sua passione per la pittura. Tante le sue esperienze entusiasmanti: dal già citato teatro, al cinema, le fiction in tv, il ballo, la radio. Una vocalità limpida e elegante, che eccelle ancor di più nelle sue canzoni, specie nelle note alte. La solarità e semplicità che infonde, la rendono poi un esempio positivo a cui far riferimento. In bocca al lupo Benedetta, continua così!

Da sinistra Benedetta Valanzano in Olimpià nel Marchese del Grillo, a destra è Mafalda in Febbre da cavallo.

Roma. All’uscita del teatro Sistina, dopo aver da poco terminato lo spettacolo, Benedetta ci viene incontro sorridente e come sempre disponibile, avvolta in un cappotto nero. Inizia a raccontarsi ripercorrendo le sue emozioni fatte di ricordi e novità.

Ti avevamo lasciato a novembre scorso con Olimpià nel Marchese del Grillo (rileggi l’articolo), ora sei tornata a teatro a Roma con un nuovo personaggio e spettacolo. Raccontaci.

B. In “Febbre da cavallo”, Mafalda è l’indossatrice di pellicce, fa le sfilate, la modella di facciata che in realtà insomma è una signorina… come dire…., “di facili costumi” ecco! Beh, è un personaggio molto divertente con la sua parlata milanese, che è ricordata in queste scene per la battuta “storica” di Mandrake che gli chiede di aiutarla a trovare i 20 milioni della mancata vincita. (C’ho certi ca*** Mafà!….)

Come è  stata la preparazione di questo spettacolo?

B. È stato un mese no stop per tutti noi del cast, prove su prove. E’ ancora tutto work in progress. Alla fine quel che conta è che questa commedia piaccia al pubblico.

Quando nasce il tuo amore per il teatro?

B. Mah, …tanti anni fa, ero piccina, avevo 17 anni. E’ nato cosi, è stato un colpo di fulmine, bisogna provare le cose per poi innamorarsi. Io ho provato e mi sono innamorata. Il primo debutto è stato davvero speciale nella Lisistrata di Aristofane, con la mia piccola compagnia a Capua al Teatro Ricciardi. Comunque sono tutti bellissimi ricordi. Il teatro è molto gratificante!

Sei una delle poche artiste che si emoziona veramente per quel che fa, e riesce a non ancorarsi in un unico ruolo, quello dell’attrice. Insomma non è da tutti !

B. Si, ti ringrazio ! Questa è una bellissima affermazione, quindi oltre a ringraziarti non saprei che cosa dire, perchè poi che cosa dico? Faccio un’auto-celebrazione? No, perchè non sono proprio la persona. Quindi questa la lascio a te, va bene cosi, e ti ringrazio, un bellissimo complimento !

Parliamo di musica. Nelle tue canzoni che hai pubblicato c’è un sensibile legame con la tua Campania. Puoi descrivercele ?

B. In “Una Terra che tace” ho cercato di trattare il tema della terra dei fuochi attraverso una poetica differente. Chi ascolta la canzone e vede il video, non ci sono mai riferimenti espliciti a questo problema, ne’ ho mai strumentalizzato nulla. Quindi non c’è mai la parola terra dei fuochi, roghi, “monnezza” o quant’altro. Infatti è una canzone ispirata alle liriche del Pavese “La terra e la morte”, e poi fra l’altro questo pezzo è stato costruito proprio nello stesso momento in cui Rocco Hunt fece “Nu juorn buon”, che è stato campione a San Remo. Io l’ho voluto raccontare in un modo diverso. Il video di “Eclissi” è stato girato in costiera sorrentina, alla Cala di Mitigliano, infatti in lontananza si vede Capri. Io poi ho sempre lavorato con le persone del mio territorio, da Claudio D’Avascio il regista del mio video, all’arrangiatore Flex Aiello. Sono tutti ragazzi napoletani, bravissimi, e io con loro costruisco questa passione per la musica, ecco.

Un contrasto dolore-allegria, da “Una Terra che tace” e “Com’è bella la sera”, immagini Youtube.

“Com’è bella la sera” invece è una cover degli anni ’60 reinterpretata in chiave moderna e coinvolgente.

B. Si, grazie. E’ una cover di Sandie Shaw. Infatti molti non conoscevano il pezzo originale, pensavano che fosse un inedito. E’ stata un pò la canzoncina estiva del 2014.

Ci riserverai nuovi brani prossimamente?

B. C’è un altro brano per l’estate, che già è stato scritto e si chiama…..

Ma si può dire?

B. No ! Ahahah, non lo diciamo.  😛 

Tu segui l’arte figurativa? Pratichi o hai praticato qualcosa in particolare?

B. Io ho fatto l’Istituto d’arte e adoro la pittura. Purtroppo per questioni di tempo non pratico più. 

Ti senti di dare dei consigli ai giovanissimi che vogliono intraprendere il tuo stesso lavoro?

B. E’ quello di studiare perchè oggi il mercato è molto fitto di attori, di tante persone che vogliono intraprendere questa professione. Credo che la marcia in più la dia la preparazione, lo studio, la diversità, e cercare di crescere a livello personale e umano.

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Si ringrazia Benedetta Valanzano per la concessione e autorizzazione del materiale fotografico.

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