Al MAXXI la storia e gli archittetti di Bruno Zevi

In occasione del centenario della nascita, il museo delle arti contemporanee MAXXI dedica una grande esposizione a Bruno Zevi, un immenso personaggio italiano. Si racconterà il suo multiforme e immane lavoro di storico, docente, progettista, politico, anchorman radiofonico e televisivo. La mostra, realizzata con la Fondazione Bruno Zevi e curata da Pippo Ciorra e Jean-Louis Cohen, raccoglie preziosi materiali, riviste, libri, carteggi, manifesti, documenti audio e video che rimandano ad un’epoca lontana, nostalgica, esemplare. Inclusi nel contesto i progetti di 38 tra gli architetti che ha promosso dal 1944: da Carlo Scarpa a Pier Luigi Nervi, da Franco Albini a Maurizio Sacripanti, da Piero Sartogo a Renzo Piano e molti altri. La mostra resterà aperta fino al 16 settembre 2018. Previsti, in date specifiche, 3 incontri di approfondimento con ospiti.

La conferenza del 24 aprile. Da sinistra Margherita Guccione, Adachiara Zevi, Giovanna Melandri, Jean-Louis Cohen e Pippo Ciorra

Il recupero di una figura complessa e preziosa

Nella conferenza svoltasi il 24 aprile, Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI, ha posto l’accento sull’importanza di questo omaggio che va oltre la rigida disciplina architettonica. Un invito a ripensare alle lezioni preziose di Bruno Zevi, a difesa dello spirito battagliero, della libertà, dei valori democratici, delle scelte difficili e coraggiose che fu costretto a compiere. La Melandri ha inoltre aggiunto che:

La mostra si rivolge ad una platea ampia e non solo ai professionisti del settore. La offriamo soprattutto alle giovani generazioni che speriamo vengano indotte a condividere tutta la passione e il furore che ha caratterizzato la vita di Bruno Zevi. “Out of the box”, uscire dalle categorie con lo spirito libero, è  la sintesi di questa mostra. Uscire non solo dalle geometrie della scatola ma dalla geometrie di un pensiero convenzionale.

A sinistra un manifesto dell’impegno politico di Bruno Zevi; a destra un progetto di Pier Luigi Nervi

Le sezioni del percorso espositivo

Margherita Guccione, Direttore MAXXI Architettura, ha elencato i motivi di soddisfazione nel mettere in scena al museo idee e pensiero critico Zeviano grazie alle forme visive. La selezione di architetti che Zevi ha sostenuto, promosso e pubblicato, diviene una riflessione sull’architettura italiana attraverso la sua stessa lente. Nelle didascalie delle opere di ciascun architetto si affiancano voce e parole di Bruno Zevi, che in qualche modo diviene il terzo curatore della mostra. Il registro dell’architettura si intreccia col profilo biografico della vita di Zevi con un percorso reso possibile dalla mole dei documenti presenti nell’archivio della Fondazione. Ci sarà la possibilità di leggere i fatti architettonici, gli eventi che lo hanno visto protagonista nella politica, nella didattica, nell’editoria. Verrà soprattutto messa in luce la capacità di intercettare e anticipare le potenzialità dei mezzi di comunicazione. Un’altra sezione, “Zevi contro”, racconterà le prese di posizione, le polemiche condotte con molta energia contro l’architettura fascista, la cultura accademica e il postmodernismo.

Da sinistra progetti fotografie e plastico di Piero Sartogo (1968-71); a destra carteggi del 1959 di Vittoriano Viganò

Il cuore della mostra

Adachiara Zevi (Fondazione Bruno Zevi)  ha parlato delle scelte, allo stesso tempo critiche e progettuali, che guidano il percorso museale. I progetti esposti, i gesti concitati che “bucano” i video, i testi infuocati che incoraggiano o demonizzano, sono tutti finalizzati a formare architetti moderni e anticlassici. La Zevi ha affermato inoltre che:

Questa mostra è una grande lezione di storia di architettura, dislocata nello spazio e nel tempo, volta a iniettare energia e entusiamo negli studenti, nei giovani e nei professionisti demotivati, per scuoterli dal torpore ed assumere nuovamente un’attitudine critica.

Secondo un rigoroso ordine alfabetico, progetti molto noti si alternano ad altri meno conosciuti. Disegni, foto, modelli inediti e documenti d’archivio, si dispiegano in modo differenziato e dinamico nello spazio grazie ad un sapiente allestimento. Poesia, storia e cronaca creano quel tessuto capillare che ha trovato sempre ascolto sulla rivista “L’Architettura” e nelle colonne dell’ Espresso. Se a quello alfabetico si sostituisce l’ordine cronologico, si nota che tutti i progetti, ad eccezione di 3 degli anni 80/90, si arrestano alla fine degli anni ’70. Appartengono all’ eroica epoca del dopoguerra, quando le battaglie per la democrazia, giustizia e libertà andavano di pari passo con quelle dell’architettura moderna e organica. Anni pieni di passione, ottimismo, quando l’ Italia, battuto l’oscurantismo fascista, torna finalmente alla ribalta internazionale.

Il decostruttivismo

Manifesto Brunelleschi Anti-classico, (Firenze 1978)

Dal 1980, con l’annuncio della “sciagura postmoderna”, Zevi sarà uno dei più estremi oppositori. Condurrà da un lato una lotta spietata contro lo storicismo, il citazionismo e la regressione accademica, e dall’altro darà sostegno ai progetti di resistenza moderna sulle riviste. Nel 1988 Bruno Zevi consacrò la stagione decostruttivista, inneggiandola al Moma di New York. Alle sezioni della mostra Zevi contro e Zevi fan decostruttivista“, spettano le prime e ultime parole. Graficamente dissonanti, fronteggiano con la scrittura plastica e vibrante il focus “espone la storia”. Qui sono presenti i progetti e le immagini delle 3 mostre epiche su Biagio Rossetti, Michelangelo Brunelleschi, concepite direttamente da Zevi a Ferrara (’56), Roma (’64) e Firenze (’78). Mostre dall’allestimento folle, con opere buttate a terra o appese al soffitto, accompagnate da plastici critici e altri stratagemmi atti a restituire a quei maestri l’eresia conculcata e svilita all’Accademia. Adachiara Zevi conclude:

“gli architetti di Zevi” è una mostra pacata, elegante e raffinata, che restituisce un Bruno Zevi a tutto tondo, nelle ombre e nelle luci, negli entusiasmi e nei furori. Non ammette revisionismo, buonismi e memorie condivise. Tra 100 anni nessuno sentirà il bisogno di restituirgli la sua eresia.

Appuntamenti

Contestualmente alla mostra dei 100 anni di Bruno Zevi, il MAXXI organizza 3 incontri di approfondimento:

– La politica delle idee, giovedì 26 aprile ore 18, sala Carlo Scarpa;

– Comunicare l’architettura, venerdì 4 maggio ore 18;

– Arte architettura, mercoledì 6 giugno ore 18.

© Riproduzione Riservata

Quando:

Dal 25 aprile al 16 settembre 2018

Info e prezzi:

www.maxxi.art  06324861

Ingresso € 5, abbonamento 3 incontri € 10

Dove:

MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, via Guido Reni 4/A, Roma

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